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Autrice: Kathy Sierra
URL originario: http://headrush.typepad.com/creating_passionate_users/2005/07/ten_tips_for_ne.html
Traduzione: MarcoCaresia
Titolo originale: Ten Tips for New Trainers/Teachers

Dieci Consigli per i Nuovi Formatori/Insegnanti

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Per il solo motivo di aver usato moltissimo software non significa che sei in grado di scrivere programmi. Per il solo motivo di essere stato in moltissimi edifici non vuol dire che sei un architetto. E per il solo motivo di aver volato in aereo non significa essere in grado di pilotarne uno.
Ma se quanto scritto risulta disgustosamente ovvio, per quale motivo si crede di essere in grado di insegnare per il solo motivo di essere stati in classe? (Oppure perché credere, per il solo motivo di aver letto moltissimi libri, di essere capaci di scriverne uno?) Il problema non è quello di pensare di saperlo fare, ma credere di riuscirci senza aver studiato o fatto pratica.

Sono stupita (e un po' più che scoraggiata) di come diverse persone credano che, semplicemente in virtù delle loro competenze e conoscenze in qualcosa, esse siano implicitamente qualificate nel comunicare, fare da mentore, insegnare oppure fare formazione su questa cosa. Si tratta di una svalutazione dell'arte dell'insegnamento pensare che, dal momento che sei stato uno studente, sarai un buon insegnante. Che aver avuto esperienza dell'apprendimento sia sufficiente a mettere in piedi un'esperienza di apprendimento.

Detto questo, non c'è bisogno di avere un master (o nella maggior parte dei casi una laurea) in Scienze della Formazione per essere un buon insegnante. Come c'è una moltitudine di ottimi sviluppatori di software e programmatori che non hanno la laurea in informatica. Ognuno può essere autodidatta e fare un lavoro favoloso, per una frazione del costo di un'educazione tradizionale, ma deve essere motivato e apprezzarne l'importanza. L'ironia è che la maggior parte delle persone con questa capacità si sentirebbe insultata se venisse scoperto l'altro lato della medaglia -- e cioè se i propri studenti pensassero di riuscire a fare lo stesso... che basti affidarsi all'istinto e darsi da fare.
Questa è la mia lista iniziale per i nuovi formatori e insegnanti (non discuto la distinzione tra i due termini -- stiamo parlando del professionista che progetta e/oppure mette in atto esperienze di apprendimento, così non mi interessa come lo chiami, qual'è la materia, oppure l'età degli studenti. Le fondamenta di come impariamo sono costanti, anche se l'applicazione di queste fondamenta può apparire differente in superficie.)

Ci sono due diverse liste: Undici cose da sapere e Dieci consigli per i nuovi formatori. Questo è per principianti e sono sicura di non dire nulla di nuovo per gli insegnanti/formatori esperti.

(Una lista di riferimenti si trova in fondo alla pagina. Questa non è nient'altro che la prima lista che mi è venuta in mente, per questo non è da considerare completa! E sì, sto generalizzando, o questo avrebbe la lunghezza di un libro.)


Undici Cose da Sapere

1) Conoscere la differenza tra "ascoltare" ed "apprendere".

L'ascolto è passivo. È il più basso, meno efficiente, meno effettivo tipo di apprendimento. Significa che le conferenze sono il più basso, meno efficiente, meno effettivo tipo di apprendimento. Il semplice ascolto necessita uno sforzo mentale molto basso da parte del discente (e vale anche per la lettura del testo simile a conferenza), così ascoltare per imparare spesso è come guardare qualcuno fare sollevamento pesi con l'intento di mantenersi in forma.

2) Sapere come il cervello decide quali argomenti sono degni di attenzione e cosa ricordare.

Eccoci di nuovo a parlare di emozioni. Le emozioni forniscono i metadati per ogni ricordo. Ci sono etichette che determinano quanto è importante questo ricordo, se sia il caso di salvarlo, e la profondità, metaforicamente parlando, del ricordo. Le persone ricordano quello che hanno provato più a lungo di quanto ascoltato o visto che è emotivamente vuoto.

3) Sapere come applicare quanto imparato nel secondo punto. In altre parole, sapere come emozionare gli studenti.

Vedremo questo nella lista dei Dieci Consigli.

4) Conoscere l'ampia varietà degli stili di apprendimento, e come incorporarli il più possibile nella tua esperienza d'apprendimento.

No, non suddivideremo i discenti in categorie separate dicendo "Lui è un Visuale mentre Jim è Uditivo.", oppure "Lui apprende meglio attraverso esempi." Ogni persona è un "visual learner" e tutti apprendono per esempi. E attraverso istruzioni guidate. E attraverso schemi "a foresta" di alto livello. E attraverso schemi "ad albero" di basso livello. Tutti apprendono dall'alto verso il basso e dal basso verso l'alto. Ognuno impara dalle immagini, dalle spiegazioni e dagli esempi. Questo non significa che certe persone non abbiano certe preferenze di stili cognitivi, ma più stili inserisci in ogni esperienza d'apprendimento, migliore sarà l'apprendimento per ciascuno--a prescindere dalle loro preferenze individuali.
(E già che ci siamo, sappi che la maggioranza degli adulti al giorno d'oggi non conosce realmente il proprio stile d'apprendimento, e neanche in quali modi impara. La parola "metacognizione" non appare nella maggior parte delle istituzioni educative americane.)

5) Conoscere le basi delle più recenti teorie sull'apprendimento!

(Controlla la bibliografia in fondo alla pagina.)

6) Sapere perché e come funziona la buona pubblicità.

Ti aiuterà la figura 3. Assicurati di aver capito perché.

7) Sapere perché e come funzionano le buone storie.

Considera il discente come impegnato in una sorta di impresa eroica. Se Frodo è tuo studente e tu sei Gandalf... impara il più possibile sulla narrativa e l'intrattenimento. Impara quello che imparano sceneggiatori e novellieri. Comprendi cosa significa veramente "mostrare non raccontare" e come si applica all'apprendimento.

Gli esseri umani hanno trascorso migliaia di anni sviluppando/evolvendo l'abilità di imparare attraverso le storie. I nostri cervelli sono adattati a questo. I nostri cervelli non sono adattati a star seduti in una classe ad ascoltare passivamente una conferenza di fatti o leggendo pagine di fatti testuali. In qualche modo riusciamo a imparare nonostante la povertà didattica subita nelle scuole tradizionali e programmi (e libri) di addestramento.

8) Conoscere un po' il "metodo socratico". Sapere perché è assai importante porre buone domande che dare tutte le risposte

9) Sapere perché le persone spesso imparano più vedendo la cosa sbagliata che quella giusta.

Sapere perché il cervello si da meno da fare valutando eventi che soddisfano le aspettative piuttosto quelli che non le soddisfano.

10) Sapere perché è importante approfondire e coltivare e tue competenze didattiche come quelle tecniche. Sì, ci SONO organizzazioni professionali per formatori, con conferenze, pubblicazioni e discussioni on line.

11) Sapere perché usare una presentazione per fornire un'esperienza formativa può -- a volte (spesso)-- essere la cosa peggiore da fare.

(Tuttavia in molti casi usare diapositive per alcune parti selezionate di un corso sia importante, utile e cruciale. Stiamo criticando la pratica in cui all'intera classe, dall'inizio alla fine, vengono proposte qualche tipo di diapositive o presentazioni.)

12) Sapere come -- e perché -- i buoni giochi possono invogliare e interessare per ore. Impara come sviluppare attività che portino a esperienze di flusso.


Dieci Consigli per i Nuovi Formatori

1) Minimizzare assolutamente il numero di conferenze.

C'è spesso (ma non sempre) qualcosa di meglio della lezione/conferenza, se lo scopo è l'apprendimento. Se la tua classe comprende una combinazione tra conferenza e laboratorio e se hai poco tempo--taglia sempre le conferenze, non le esercitazioni! (Sfortunatamente questo è l'opposto di quanto fatto da molti formatori.)

2) È quasi sempre molto più importante che i tuoi studenti si dedichino a meno materia piuttosto che essere "esposti" a una più ampia varietà di materie.

Nella maggior parte dei casi, è assai più importante che i tuoi studenti possano FARE qualcosa con le loro nuove conoscenze e capacità piuttosto che SAPERE di più. Gran parte dell'apprendimento in classe può essere migliorato drammaticamente riducendo l'ammontare di contenuti! Significa dare loro le competenze per continuare ad apprendere in proprio, piuttosto che provare a soffocarli di contenuti.

Se i tuoi allievi si rendono conto di come hanno realmente appreso ti perdoneranno (e di solito ti ringrazieranno) di non aver "coperto tutto il programma". I formatori che sono critici nel non coprire abbastanza punti o "completare i temi" sono quelli che non hanno fornito una buona esperienza con quello che hanno trattato.

3) Per i formatori in classe, la sfida più grande è la gestione delle competenze e conoscenze eterogenee nella stessa classe! Preparati ad affrontarla.

La cosa peggiore da fare è semplicemente prendere in considerazione uno specifico (ed usualmente approssimato) livello di competenza/conoscenza ed insegnare a questo, ignorando i bisogni unici di chi è più lento o veloce. E non usare la scusa che "se non hanno i requisiti, non dovrebbero essere qui." Anche tra chi soddisfa formalmente ai prerequisiti richiesti potresti incontrare livelli drammaticamente differenti. In particolare se l'insegnante che ha erogato il pre-corso lo ha fatto "coprendo i contenuti". Di certo i tuoi studenti possono essere venuti in contatto con il materiale prerequisito, ma solo per averne sentito parlare non significa ricordarlo adesso, o di averlo "compreso" per davvero.

Tecniche per trattare livelli multipli:

  • Assicurati di SAPERE con chi hai a che fare. Esplora la classe, se ne hai la possibilità, discorrendo con gli allievi o almeno scambiando email. Se non hai contattati con gli allievi prima di entrare in classe, impara al massimo durante le presentazioni!
  • Riconosci i diversi livelli che hai di fronte. Gli allievi più avanzati sono più disposti ad abbandonare quando credono che non hai realizzato o preso in considerazione il loro livello. Notando ciò riconosci le loro abilità e prepari la scena per farli agire da mentori per gli altri.
  • Prepara diverse versioni di esercizi! Devi avere attività di laboratorio "di base" che tutti devono completare, opzioni "di sfida" in modo che le persone avanzate non si annoino aspettando che le persone più lente finiscano i loro esercizi.
  • Per le persone più lente includi fogli d'aiuto graduali per gli esercizi. (Vedi il prossimo punto.)

4) Lavora sodo affinché tutti completino le esercitazioni, ma non dare MAI le soluzioni in anticipo!

Questo è collegato strettamente con il terzo punto, dal momento che la ragione più plausibile per cui i formatori non riescono a far completare da tutti gli allievi le esercitazioni è perché ci sono studenti più lenti (e non intendo "più stupidi", ma semplicemente meno familiari o esperti nel tema di altri allievi, oppure hanno uno stile di apprendimento che necessita maggior tempo).

Assicurati che ogni studente abbia svolto con successo tutti gli esercizi! E se hai dato loro la soluzione in anticipo, li hai derubati dell'opportunità di farcela lavorando anche quando le cose diventano difficili. D'altra parte non vuoi che gli allievi siano completamente frustrati e così utilizza qualche volta la tecnica seguente:

Usare aiuti graduali può fare miracoli. Prepara tre o più livelli di fogli di aiuto per gli esercizi, in cui ogni livello è più esplicito del precedente. Il primo livello può offrire suggerimenti vaghi, il secondo può essere più orientato e il terzo molto esplicito. Gli allievi dovrebbero poterli utilizzare a loro discrezione e quindi è meglio non forzare gli allievi a venire da te per ogni nuovo livello. Rendili disponibili ma assicurati che sia chiaro che è importante che si rivolgano a questi in un secondo momento (specifica il numero di minuti relativi per l'esercizio).

Dopo aver insegnato in migliaia di corsi di programmazione e altro, posso affermare che la grande maggioranza dei tuoi allievi NON farà semplicemente riferimento agli aiuti espliciti. Ma questo dipende... si presuppone che l'esercitazione sia rilevante, interessante e stimolante senza essere ridicolmente avanzata o necessitare chiaramente di più tempo per essere completato di quanto tu possa o voglia concedere. Se, per qualsiasi ragione, le tue esercitazioni non sono adatte, i fogli d'aiuto non potranno porvi rimedio.

5) Fai esercitazioni di gruppo, qualsiasi cosa tu abbia sentito.

Ho sentito qualsiasi scusante, "Gli adulti non amano fare lavori di gruppo" oppure "Gli sviluppatori professionisti non amano fare esercizi di gruppo." oppure "Le persone non amano i lavori di gruppo quando pagano molto per essere presenti." oppure "Persone al di fuori degli Stati Uniti non amano i lavori di gruppo...". Sono sciocchezze. C'è un'immensa componente sociale nell'apprendimento, senza riguardi verso quanto facciamo per eliminarla in classe. C'è un modo per creare esercitazioni di gruppo interattive che funzionano sorprendentemente bene, e di solito è molto semplice.

Una semplice formula per gli esercizi di gruppo

  • Non usare gruppi con più di 3-5 persone. Cerca di stare sopra al 2, ma oltre il 5 finirà che alcune persone resteranno indietro. Con 3-4 persone ognuno di sente più obbligato a partecipare e farsi coinvolgere.
  • Quando assegni l'esercitazione (come, diciamo, il grafico di due pagine di un'architettura aziendale che deve essere commentato e spiegato), fai INIZIARE ogni persona con un lavoro individuale per un paio di minuti, QUINDI introducili nei rispettivi gruppi (assicurati che sappiano a quale gruppo appartengono PRIMA di iniziare a lavorare sulla consegna).
  • Spia i gruppi e commenta oppure assicurati soltanto che siano sulla strada giusta. Dai qualche consiglio o mostra la direzione se stanno virando verso un approccio improduttivo.
  • Dopo un certo numero di minuti, dai un avviso:"Mancano 60 secondi..." in modo che possano terminare.
  • Assicurati che qualcuno in ciascun gruppo abbia l'incarico di registrare quanto emerge dal gruppo. Una persona dovrebbe essere designata portavoce.

warning.gif Nota: le prime volte in cui farai questo in qualche nuova classe, gli allievi potrebbero essere silenziosi o scettici, ma dopo le prime due o tre volte, non riusciranno ad immaginare come potresti fare in qualsiasi altra maniera.

6) Progettare le esercitazioni

I migliori esercizi includono elementi di sorpresa e fallimento. Gli esercizi peggiori sono quelli in cui trascorri 45 minuti spiegando esattamente come funziona qualcosa e quindi gli allievi devono duplicare ogni cosa che hai detto. Sì, questo fornisce pratica, ma è debole. Se progetti una esercitazione che produce risultati inaspettati... a volte intuitivamente senti come dovrebbe andare, ma poi qualcosa va differentemente o non va -- ricorderanno MOLTO più a lungo dell'esperienza che "sì, è andata proprio come diceva che sarebbe andata".

Nota che gli esercizi carta e penna sono GRANDI. Anche se insegni programmazione e qualsiasi altra materia che comprenda il fare. Nei nostri libri, ad esempio, abbiamo semplici esercizi di programmazione di "magnetica poesia" che non invogliano nessuno a mettersi al computer. Puoi progettare anche semplici questionari a risposta multipla, sebbene quelli più sofisticati siano migliori. Sii creativo creando esercizi da eserciziario quando insegni materie avvincenti. In una classe di programmazione, ad esempio, avrai esercizi cartacei (che vengono eseguiti sia individualmente che in gruppo) che comprendono da "completa questo diagramma delle classi con quanto pensi sia migliore" a "completa ogni metodo vuoto in questo foglio con elenchi puntati o pseudo-codice per quello credi che dovrebbe accadere".

Dipendentemente dalla classe, puoi anche avere un esercizio che includa che un gruppo "insegni" ad un altro. Ad esempio assegnando al gruppo A la modellizzazione del File API, mentre il gruppo B deve indagare su come e perché il meccanismo di Serializzazione funziona nel modo descritto da te...

Per quanto siano melodrammatici, a volte i questionari stile game-show possono ancora divertire. Specialmente quando c'è un insieme di temi che NECESSITANO di memorizzazione noiosa e cruda. Quando devono sudare su certi fatti chiave... puoi animare la situazione e renderla meno dolorosa.

Gli esercizi dei nostri libri nella collana Head First (specialmente HF Java) sono esempi di esercizi cartacei svolti in classe, che sono separati da quelli di laboratorio di programmazione pratica.

La forma migliore di esercizi di laboratorio lunghi è portare gli allievi a esperienze di flusso! Qui è dove entrano in gioco le tue capacità di progettatore di giochi. Ricorda, l'esperienza di flusso nasce da attività che sono sia avvincenti che percepite come fattibili. Bisogna azzeccare il livello di difficoltà! Avendo livelli multipli di aiuto significa che un singolo esercizio può funzionare su un più ampio spettro di livelli di competenza e conoscenze senza essere né troppo facile né troppo difficile -- entrambe situazioni che impedirebbero l'esperienza di flusso.

Gli esercizi devono essere sentiti come rilevanti! Non devono essere percepiti come faticosi o strettamente pratici (con alcune eccezione, la pratica extra è esattamente quello che ti serve, e nella maggior parte dei casi stai cercando di aumentare la comprensione e la memorizzazione piuttosto che mettere in pratica semplici capacità fisiche).

Se i discenti non comprendono il significato dell'esercizio sei fregato. È meglio per te avere un esercizio in cui il significato sia proprio ovvio oppure quello contestualizzabile. L'esercitazione non ha bisogno di essere tratta dal "mondo reale" nel senso del mondo attuale e complesso in cui viviamo. Nell'esperienza d'apprendimento normalmente cerchi di facilitare l'apprendimento/la comprensione/la memorizzazione di un singolo concetto alla volta. Gli esercizi di laboratorio che cercano di riprodurre il "mondo reale" hanno così tante informazioni addizionali che il punto che realmente stai cercando di rinforzare è perduto.

7) Lascia il tuo ego fuori della porta. Questo non è da te.

I tuoi allievi NON prestano attenzione a quanto sai, a quanto sei capace o a quanto hai fatto. Oltre un livello basilare di credibilità è molto più importante porre cura in quanto sanno LORO, di quanto sono capaci o a quanto hanno fatto. Sono sorpresa (e spaventata) di come molti istruttori non sembrano interessati a conoscere niente dei loro allievi. Dovresti conoscere molto più tu di loro che loro di te.

All'inizio NON hai bisogno di stabilire credibilità. Quasi sempre hai una certa dose di credibilità stando in cattedra, anche se non hanno mai sentito parlare di te. Puoi PERDERE credibilità facendo cose come mentire (ad esempio rispondendo ad una domanda su cui non sei assolutamente sicuro senza ammetterlo) o spiegando che NON sai quello che stai facendo. Ma normalmente ferisci la classe se spendi del tempo tessendo le TUE lodi.

Il modo migliore per far sapere quello che hai fatto è all'interno del contesto di una domanda posta da qualcuno, in cui semplicemente risponderai: "Ecco come ho risolto il problema in un database a cui stavo lavorando per..." ma ancor meglio se dirai qualcosa del genere: "Ecco come ha risolto il problema uno dei miei clienti/allievi/dipendenti..."

8) Cerca di Iniziare Velocemente e di concludere con un Gran Finale.

Portarli a fare qualcosa di interessante -- anche se si tratta di un gruppo di discussione -- molto presto. Non annoiarli con la TUA lunga presentazione, la storia del tema, ecc... Più velocemente sono coinvolti, meglio è.

Non permettere che la classe faccia fiasco alla fine. Cerca di terminare in alto. È come nei film... dove normalmente inserisco la canzone migliore alla fine, durante i titoli di coda... perché spesso ciò determina i sentimenti con cui ti allontani. Chiediti: "Cosa provano i miei allievi quando se ne vanno?" Troppo spesso la risposta è "stressati e stupidi per aver abbandonato". Di solito il fallimento è dato da un corso che ha tentato di fare troppo. Che ha provato a coprire (qualsiasi cosa voglia dire) troppo.

9) Cerca di non parlare mai di 10-15 minuti senza fare qualcosa di interattico. E chiedere:"Ci sono domande?" non conta come interazione!

Che si tratti di un lavoro di gruppo, di una simulazione o come minimo un esercizio individuale carta e penna di qualche genere... cerca di portarli a fare piuttosto che ascoltare. Ma assicurati che l'interazione non sia percepita come una perdita di tempo.

10) Non dare per scontato che solo perché tu l'hai detto, loro l'hanno compreso. E non assumere che solo perché l'hai detto cinque minuti fa, loro lo ricordino ora.

In altre parole, non aver paura di essere ridondante. Questo non vuol dire ripetere in continuazione lo stesso materiale... ma spesso ci vogliono tra le 3 e le 5 ripetizioni di un'esposizione prima che il cervello le ricordi, così prenditi del tempo extra per rinforzare i temi precedentemente trattati nell'ottica delle nuove cose di cui stai per parlare. I migliori insegnanti sanno come essere ridondanti senza che gli altri se ne accorgano... quando le cose sono considerate di nuovo da differenti punti di vista. Dipende da te mantenerle interessanti e vivaci.

11) Se non hai passione, non aspettarti nessuna energia dai tuoi allievi.

Non significa di essere un'irritante cheerleader. Sii onesto, autentico, ma sii appassionato. È il tuo lavoro come formatore trovare modi per mantenerti motivato. Una moltitudine di insegnanti/formatori non si sentono in dovere di motivare gli allievi. Ma questo è ridicolo. Anche la persona più motivata al mondo trova difficile restare motivata sempre per ogni argomento... specialmente se deve riflettere. Pensa a tutti i libri tecnici che hai voluto leggere su argomenti di cui eri estremamente interessato, senza trovare il modo di continuare a leggere. La motivazione per l'intero tema e quella per la cosa individuale in fase d'apprendimento sono completamente differenti. Sei qui per fornire la motivazione per i particolari di cui stai facilitando l'apprendimento.

La tua passione li terrà svegli. La tua passione sarà contagiosa. È tuo dovere immaginare come mantenere la passione, oppure smettere di insegnare fino a quando non sarà tornata.

E, in fine, non pensare a te stesso come un insegnante o un formatore... dal momento che questo focalizzarebbe l'attenzione su quello che fai TU. Ricorda:

Non si tratta di quello che fai TU... si tratta di quello che provano i tuoi studenti nei confronti di quello che LORO possono fare come conseguenza dell'esperienza d'apprendimento che hai creato e aiutato ad erogare.

Piuttosto che pensare a te stesso come un insegnante o un formatore, cerca di abituarti a pensare a te stesso come "alla persona che ha creato situazioni di apprendimento... una persona che aiuta gli altri ad apprendere." In altre parole metti più enfasi sull'apprendimento e molta meno enfasi sull'insegnamento.

© 2005 Kathy Sierra. Tutti i diritti sono riservati.

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