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IndiceMonomiSono molti i vantaggi del calcolo letterale. Paragoniamo ad esempio le due espressioni1.000.000+2.000.000=3.000.000
e
a+2a=3a
e notiamo per prima cosa che la scrittura in lettere è più CONCISA. In secondo luogo mentre la prima espressione rappresenta una identità con termini specifici, la seconda ha una validità GENERALE. Infatti la prima identità si può ottenere dalla seconda ponendo a=1.000.000.
Alcuni esempi: le aree, i volumi, ecc…Consideriamo le seguenti formule:
Le tre parti di un monomio: segno, coefficiente e parte letteraleSi chiama monomio ogni espressione sotto forma di prodotto di un fattore numerico e di uno o più fattori letterali, quest’ultimi elevati a potenza di esponente non negativo. Possiamo distinguere le tre parti di un monomio:
Il grado di un monomioSi chiama grado complessivo di un monomio la somma degli esponenti dei fattori letterali. Ad esempio il monomioMonomi simili e oppostiDue monomi si dicono simili se hanno la stessa parte letterale. Due monomi si dicono opposti se differiscono solo nel segno. Ad esempio i monomi:Operazioni con i monomiAddizione: Sommando due monomi simili ottengo un monomio simile a quelli di partenza che ha come parte numerica la somma algebrica delle due parti numeriche di partenza. Monomi non simili non si possono ridurre ad un unico monomio. La somma di due monomi opposti è il monomio nullo. Esempi:
Moltiplicazione: Il prodotto di due o più monomi è il monomio che ha per parte numerica il prodotto delle parti numeriche di partenza e come parte letterale il prodotto delle parti letterali. Esempi:
Elevazione a potenza: La potenza di un monomio è il monomio che ha segno, parte numerica e parte letterale pari alle potenze di quelli di partenza. Esempi:
Divisione: Il quoziente di due monomi, quando esiste, è un altro monomio che ha coefficiente uguale al rapporto dei coefficienti e parte letterale pari alla divisione delle parti letterali. Esempi:
MCD e mcm tra monomiAnalogamente a quanto visto per i numeri, possiamo definire operativamente massimo comune divisore e minimo comune multiplo nel seguente modo:Massimo Comune Sivisore: È un monomio che ha coefficiente arbitrario, segno positivo e come parte letterale le lettere comuni ad entrambi con il minimo esponente.Minimo Comune Multiplo: È un monomio che ha coefficiente arbitrario, segno positivo e come parte letterale tutte le lettere di entrambi con il minimo esponente. Per una questione di calcolo, nel caso in cui i coefficienti dei monomi siano interi, si prenderà come coefficiente il massimo comune divisore e minimo comune multiplo dei coefficienti. Esempi:
-- MarcoCaresia - 10 Jul 2005
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