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LA MOTIVAZIONE NEI GRUPPI DI DISCUSSIONE E NELLE MAILING LIST

MAILING LIST E NEWSGROUP

Mailing list e newsgroup sono due importanti servizi di Internet. Entrambi si basano sulla comunicazione tra persone con interessi comuni che si inviano messaggi di testo.

Una mailing list altro non è che una lista di indirizzi email di persone che, avendo qualche interesse in comune, hanno deciso di scambiarsi regolarmente posta elettronica. In pratica, una mailing list è una specie di giornale virtuale formato da articoli, veri e propri brani o messaggi di poche righe, inviati dagli iscritti alla stessa. Chiunque abbia qualcosa da dire riguardante l'argomento della lista, o voglia segnalare qualcosa di interessante, o lanciare una discussione, oppure chiedere aiuto a persone più esperte, non deve far altro che spedire un messaggio di posta elettronica ad un indirizzo convenzionale.

Il gestore della lista (che può essere una persona fisica oppure un apposito computer detto list server) inoltra tutti i messaggi giunti agli indirizzi contenuti nella lista, in modo che gli iscritti possano riceverli. A questo punto, se un'altra persona appartenente alla lista vuole rispondere o controbattere, può spedire un proprio messaggio all'indirizzo convenzionale della lista; tale messaggio verrà a sua volta inviato a tutti gli appartenenti della mailing list.

Si può considerare la mailing list come un’estensione della posta elettronica, in cui ogni messaggio viene sistematicamente diretto ad una pluralità di riceventi.

I contenuti dei messaggi in realtà non si esauriscono con l’argomento della lista; col passare del tempo, infatti, si viene a volte a formare un gruppo straordinariamente affiatato che discute anche su argomenti differenti, i famosi OT (off topic). Si vengono a formare le cosiddette comunità virtuali, caratterizzate da intensi scambi di comunicazioni, anche sul piano emozionale.

I newsgroup, o gruppi di discussione, sono una sorta di bacheca elettronica a tema. Ogni gruppo di discussione è caratterizzato da uno specifico argomento che viene trattato collettivamente, ed è possibile accedervi con un’apposita iscrizione: gli utenti possono affiggere i loro messaggi o rispondere a quelli lasciati da altri.

Per fare una semplificazione tramite la metafora con il mondo editoriale, potremmo dire che un newsgroup è un giornale che si compra in edicola (ossia, collegandosi presso il news server) ogni volta che lo si vuol leggere, mentre la mailing list è un giornale che si può ottenere soltanto a casa (ossia, nella propria casella di posta) per abbonamento postale.

Oltre a quanto detto sopra ci sono due principali differenze rispetto ad una mailing list :

  1. per leggere gli annunci in un newsgroup non è necessario essere iscritti ad esso;
  2. Gli articoli dei newsgroup sono conservati in appositi news server (server NNTP): gli utenti possono scaricare i messaggi in modo selettivo in base all’oggetto del messaggio.

Queste due differenze incoraggiano un uso differente delle due risorse: molto spesso i frequentatori dei newsgroup sono utenti occasionali e la possibilità di selezionare le informazioni favorisce da una parte un utilizzo ottimale della risorsa, ma dall’altra permette a priori lo scarto di messaggi contenenti informazioni d’interesse futuro o importanti sul livello dei rapporti interpersonali.

Per altro queste differenze non sono così stridenti: è possibile infatti visualizzare o addirittura compiere delle ricerche negli archivi on-line delle mailing list oppure ancora scrivere messaggi senza essere iscritti (quest’ultima procedura può essere fatta occasionalmente, dal momento che comporta l’intervento manuale del moderatore).

Effettivamente ci sono differenze più sostanziali: una mailing list è più adatta per un gruppo relativamente piccolo di iscritti (minore di 300), oppure quando è usata in maniera unidirezionale (una persona manda notizie, ma non aspetta commenti), o ancora se i partecipanti sono raggruppati in posti fisici. I newsgroup vanno meglio per gruppi relativamente grandi di utenti, o quando c'è un forte turnover, o ancora se non è noto a priori chi può interessarsi all'argomento, data la loro maggiore visibilità.

Come nota [3] “per quanto riguarda la forza dei legami instaurati dagli utenti, occorre fare prima di tutto un distinguo tra gli utenti più partecipi (che intervengono più spesso) e quelli meno partecipi. Mentre nel caso dei secondi i legami affettivi con la lista sembrano essere praticamente assenti e prevalente un interesse occasionale, per i primi sono assai più marcati. Un indicatore della forza dei legami è comunque il desiderio, più volte espresso dagli utenti più partecipi, di ritrovarsi per incontri faccia a faccia. […] Come nei gruppi di interazione amicali, anche qui si notano dei fenomeni di leadership, sia pure non molto marcata. Le variabili che contribuiscono a conferire particolare prestigio sono: la frequenza e competenza degli interventi, la connessa capacità dialettica (che è una tipica variabile di leadership nei gruppi basati sull'interazione faccia a faccia) e la capacità di coagulare su di sé l'attenzione del gruppo e stimolarlo quando "langue".”

NEWSGROUP E MAILING LIST COME LUOGHI D’APPRENDIMENTO

Citando [17], “nella situazione scolastica, a tutti i livelli di scolarità, gli allievi fanno di regola poche domande, per timidezza, per timore di disturbare l'attività in corso o di essere considerati negativamente dagli insegnanti e compagni: chiedere aiuto in classe implica una valutazione dei costi e dei benefici. [...] La riluttanza a chiedere aiuto è più forte nelle situazioni in cui l'insuccesso è vissuto come fortemente penalizzante: ma quando l'individuo percepisce l'insuccesso come dovuto alla mancanza di abilità o informazioni specifiche - mancanza superabile con opportune domande - piuttosto che a generale incapacità, questa resistenza diminuisce. [...] Ciò che appare come pigrizia, mancanza di interesse per lo studio, marcato menefreghismo, può non essere che il tenace rifiuto di mettere alla prova la propria abilità e con essa la stima di sé: questo rifiuto si esprime talvolta con forme di orgoglio perverso che porta gli allievi a svalutare le attività che non vogliono fare (Covington 1992).”

Questo circolo vizioso si potrà forse interrompere un domani grazie all’ausilio delle tecnologie di newsgroup e mailing list, nel momento in cui si vengano a formare come risultato di un atto libero, senza motivazioni esterne.

Gruppi di discussione e mailing list utilizzano una comunicazione mediata dal computer (CMC) in modo asincrono: non è necessario che gli utenti siano collegati contemporaneamente. La comunicazione non avviene fra persone riunite fisicamente nello stesso luogo spazio-temporale; inoltre lettura ed eventuale risposta ad un certo messaggio avvengono in tempi successivi al ricevimento.

Entrambi si basano sull’utilizzo della posta elettronica. Le ricerche psicologiche e sociologiche mettono in luce soprattutto gli aspetti negativi di tale mezzo:

  • la povertà del mezzo (asciuttezza, freddezza, sinteticità);

  • non richiede particolari competenze linguistiche;

  • non trasmette gli stati emotivi.

La mancanza di contatto fisico con le altre persone genera una modificazione della qualità e nella tipologia della comunicazione. È quasi inevitabile lasciarsi andare a confidenze e registri linguistici che non utilizzeremmo mai di fronte ad estranei in carne ed ossa.

Si tratta di un fenomeno che Sproull e Kiesler ([8]) chiamano diminuzione degli atteggiamenti sociali, legato proprio all’assenza di indicatori di status e della compresenza corporea altrui, che provoca un calo dell'inibizione ad esprimere opinioni personali. Rappresenta una maggiore tendenza alla sincerità, a intervenire nel discorso e a usare formule informali per rivolgersi ad altri mai prima conosciuti nemmeno per posta elettronica, ad esprimere opinioni estreme, a manifestare aggressività, a confessare atteggiamenti devianti e ad esternare più facilmente particolari intimi del proprio vissuto.

Le ricerche pedagogiche, come ad esempio [7], mettono in luca soprattutto le caratteristiche positive dello strumento:

  • velocità: i messaggi arrivano a destinazione quasi istantaneamente;

  • sicurezza: i messaggi si smarriscono raramente e, se non arrivano a destinazione, il mittente ne viene solitamente informato;

  • economicità: al costo di una sola telefonata urbana (per collegamenti tramite modem analogico) si possono inviare numerosi messaggi in ogni parte del globo;

  • comodità: il messaggio può essere stampato e conservato come un normale messaggio cartaceo;

  • riutilizzabilità: il formato digitale e la possibilità di inviare file insieme ai messaggi garantiscono un rapido riuso di testi allegati;

  • facilità: la semplicità del mezzo rende possibile una comunicazione intensa, continuativa e stimolante;

  • attenua le differenze di status ed intensifica le relazioni sociali.

Il luogo fisico è sostituito da un luogo immaginario: dal non luogo rappresentato dalla rete che prevede, nonostante l’assenza d’interazione verbale, la costruzione di un sistema sociale caratterizzato da persistenza temporale, gerarchia dei ruoli, norme istituite.

Sempre [7] riconosce due riconosce tre tipologie di utenti (vedi Figura 1):

  • esperti: sono quelli che maggiormente influiscono sulla vita del gruppo;

  • apprendisti: intervengono a volte, soprattutto per chiedere consigli e pareri – con il passare del tempo possono diventare membri esperti;

  • lurkers (coloro che stanno in disparte) o wallflowers (tappezzeria): sono quelle persone che, nonostante seguano le discussioni anche da parecchio tempo, non intervengono mai.

Newsgroup e mailing list diventano importanti luoghi d’apprendimento diversi da quelli usuali [12]. Con newsgroup e mailing list si attua quel cambiamento nei formati della conoscenza che Calvani riconosce svilupparsi parallelamente ai nuovi scenari ed alle dimensioni inesplorate permessi dalle nuove conoscenze: la conoscenza “non trova il suo modello esclusivo in un’organizzazione lineare, sequenziale, chiusa, gerarchizzabile. Le nuove tecnologie mostrano come siano possibili soluzioni comunicative diverse” [2].

La peculiarità della comunicazione telematica sta proprio nel fatto che i messaggi degli emittenti vengono distribuiti a pioggia, e tutti gli emittenti diventano alternativamente anche destinatari di tali messaggi. Il rapporto comunicativo perde la connotazione personalistica esattamente come in altri tipi di comunicazione uno/molti - ad esempio, quella che si instaura in una conferenza - ma mantiene, accentuandola, la bidirezionalità (accade spesso che il primo emittente, diversamente dal conferenziere, non mantenga un ruolo leader, ma, nello svolgersi della discussione, si identifichi invece sempre di più con un semplice destinatario). Ciò che alla fine si ottiene è l'esito non già di un semplice scambio comunicativo, quanto piuttosto della collaborazione, o più precisamente, della cooperazione di tutti i soggetti: una comunicazione, cioè, che, nella sua totalità, rappresenta un risultato qualitativamente differente dalla semplice somma e sovrapposizione delle parti di cui è costituita.

Figura 1

DINAMICHE COMUNICATIVE

Quando si comincia a seguire un gruppo di interesse ci si inserisce in un discorso già iniziato e, ad un primo approccio, si stenta ad individuarne il filo conduttore e a comprenderne le modalità di svolgimento. Un'analisi più approfondita rivela che, una volta lanciato un argomento, diversi possono essere i modi di trattarlo e di discuterlo, e diversi possono essere, di volta in volta, i ruoli assunti dai partecipanti alla discussione. Normalmente, un messaggio azzeccato viene lanciato nella rete, fa presa sugli interlocutori, i quali, con successivi interventi, lo ampliano e lo plasmano secondo gli interessi e le conoscenze di ciascuno.

La comunicazione telematica ha molti aspetti particolari rispetto a quella tradizionale. In particolare nella comunicazione asincrona di newsgroup e mailing list [1] occorre tenere conto:

  • della discontinuità nella presenza (rolling presence virtuale);

  • della dissipazione dell’energia di una domanda (energy binding).

I gruppi fisici sono caratterizzati dall’essere nello stesso luogo nello stesso momento; diversamente nei gruppi virtuali ognuno può partecipare negli orari e con le frequenze che preferisce. Alcune persone, ad esempio, possono leggere la posta più volte al giorno, e, partendo magari da opinioni iniziali divergenti, riuscire durante il dialogo virtuale ad ottenere un confronto costruttivo. In questo caso le persone che leggono la posta elettronica solo saltuariamente si sentiranno escluse: non membri attivi della conversazioni, ma meri spettatori.

Diversamente poi da quanto accade negli incontri faccia a faccia – solitamente quando in una riunione si pone una domanda, viene anche data una risposta – nei gruppi virtuali l’energia intrinseca di un quesito può dissipare velocemente. Manca la sensazione di dover rispondere all’oratore prima di orientare la discussione in altri campi. La domanda può passare inosservata oppure la discussione può addirittura prendere una strada ortogonale a quella originale.

MOTIVAZIONI INTRINSECHE

Scopo di questa tesina è scoprire per quale motivo apprendisti ed esperti si trovano così bene nell’utilizzo di newsgroup e mailing list. Sarebbe interessante anche scoprire l’altra faccia della medaglia, ovvero perché i lurkers non sono motivati a contribuire attivamente nella comunicazione.

Possiamo supporre che la maggior parte delle persone che si impegnano attivamente all’interno di un newsgroup o di una mailing list siano mossi primariamente da motivazioni di tipo intrinseco. In queste riconosciamo, seguendo [4] e [16], diversi costrutti principali come:

  • curiosità epistemica;

  • motivazione di effectance;

  • autodeterminazione;

  • autostima;

  • esperienza di flusso;

  • interesse;

  • l’investimento affettivo;

  • la comunicazione.

Berlyne definisce la curiosità epistemica come bisogno universale di conoscere ed apprendere, bisogno che si manifesta tramite l’esplorazione dell’ambiente, motivata solo dal desiderio di sapere [9]. Essa può essere stimolata dalla noia e quindi dal bisogno di nuove stimolazioni oppure dalla presenza di elementi di novità, incongruenti con le precedenti conoscenze. Tale ricerca di conoscenza e le incongruenze legate a nuovi aspetti creano un conflitto e generano una specifica motivazione ad apprendere [4]. Il grosso limite della curiosità, proseguono De Beni e Moè, è quello che non garantisce la costanza e la persistenza di fronte agli ostacoli e non può quindi costituire l’unica motivazione. La curiosità, infatti, porta a una prima esplorazione dell’ambiente e a rispondere a un bisogno di conoscere immediato sia di tipo percettivo sia conoscitivo.

Indubbiamente, in un settore di così incredibile accelerazione tecnica come quello dell’informatica (si pensi a Christopher Evans, uno psicologo esperto di computer, che affermo già nel 1979 in [5] che, se l’industria automobilistica si fosse sviluppata nello stesso periodo e con il ritmo di quella dei calcolatori, una Rolls Royce sarebbe costata una sterlina e trentacinque, avrebbe percorso un milione di chilometri con un litro e sarebbe stata in grado di produrre energia sufficiente alla nave Regina Elisabetta II. E, per quanto riguarda la miniaturizzazione, su una capocchia di spillo ne avremmo potute parcheggiare una mezza dozzina.) e caratterizzato da una marcata obsolescenza tecnologica risulta comprensibile come possa essere importante la curiosità epistemica ed il bisogno di sentirsi in qualche modo aggiornato con gli sviluppi, adeguato e in linea con i tempi.

Parallelamente alla curiosità epistemica si svolge la motivazione di effectance, motivazione a padroneggiare e controllare l’ambiente e le situazioni a sentirsi competenti ed efficaci. Secondo Harter [10], i tentativi di padronanza sociale, cognitiva o fisica terminati con successo o con una buona qualità nel caso in cui la sfida sia ottimale, aumenta la motivazione di effectance nel momento in cui si percepisce l’acquisizione della competenza o si ha una percezione interna di controllo. La sfida è ottimale quando la difficoltà del compito è tale per cui il soggetto lo vive come una sfida, una possibilità per mostrarsi competenti e media o leggermente superiore alla media rispetto alla competenza percepita in quello specifico compito. Tra i meccanismi di agency personale, il più importante è appunto la convinzione che l'individuo ha di poter esercitare un controllo sugli eventi: il senso di efficacia, cioè il giudizio dell'individuo sulle proprie capacità di organizzare e eseguire le azioni necessarie per realizzare determinati tipi di prestazioni. Questo senso o percezione dell'efficacia influenza la scelta delle attività, lo sforzo e la persistenza dell'individuo: gli individui che hanno un alto senso della propria efficacia affrontano compiti più impegnativi e mostrano maggior resistenza alle difficoltà. La teoria del senso di efficacia postula che gli individui acquisiscono informazioni circa la loro efficacia da varie fonti: il feedback interno e esterno circa le proprie prestazioni, le esperienze altrui, la persuasione da parte di altre persone, segnali di attivazione emotiva (ansia, paura, ecc.).

La teoria dell’autodeterminazione sostiene che, se il soggetto vive una situazione di libera scelta, mantiene o accresce la motivazione per il compito, se invece sente che lo svolgimento di quell’attività è imposto dall’esterno si sentirà meno autodeterminato e intrinsecamente motivato (Deci e Ryan in [11]).

L’apprendimento autentico è quindi impedito sia dall’eccesso di autostima (“so già tutto!”) sia dalla bassa autostima (“Non capisco nulla. Ci rinuncio.”). Polito [16] suggerisce tre strategie per curare l’autostima: sostegno, incoraggiamento e guida. Alla base della partecipazione del gruppo degli esperti, ad esempio, potrebbe esserci un tentativo di rinforzo dell’autostima, rendendo visibili a tutti le competenze acquisite.

L’esperienza di flusso si verifica quando siamo talmente presi da quello che facciamo da perdere il senso del tempo che passa (Csiksentmihalyi, 1997). L’attenzione appare particolarmente focalizzata nello svolgimento del compito piuttosto che sui risultati. Altre caratteristiche sono il feedback immediato circa l’efficacia delle proprie azioni, l’elevata concentrazione, il senso di controllo personale e un’alterata percezione del tempo. Gli individui possono vivere esperienze di flusso soprattutto in situazioni dove percepiscono di avere un alto grado di abilità e quando sentono di affrontare compiti adeguatamente impegnativi. L’esperienza di flusso ha un’importanza nei moderni giochi elettronici (Malone, 1981), in cui la difficoltà della sfida cresce con le crescenti capacità del giocatore.

Un coinvolgimento profondo dipende anche dall’interesse suscitato. La sfida ha il suo proprio fascino, ma molte persone si stufano facilmente di sfide che non hanno niente a che fare con i loro interessi reali. Mentre l’importanza dell’interesse è generalmente conosciuto nell’apprendimento, molti sottostimano il suo potere motivante. Molti studiosi, tra cui citiamo Fink e Chall, notano che una chiave del successo di adulti con seri problemi (ad esempio una dislessia persistente) è stata una profonda conoscenza in un singolo campo. Quando queste persone leggevano un nuovo testo, le loro conoscenza anteriori fornivano uno scaffolding che gli aiutava a comprendere il materiale difficile.

L’interesse è a volte descritto come il desiderio individuale di imparare una materia. Molti ricercatori distinguono tra interesse individuale da quello situazionale: il primo è legato a certi contenuti o attività, mentre il secondo deriva da un particolare insieme di stimoli ed è più episodico ([13] e [14]). Fattori come la novità, la fantasia e contesti di reale apprendimento possono aumentare l’interesse situazionale. Numerosi studi hanno dimostrato che la performance cognitiva aumenta quando gli studenti sono personalmente interessati alla materia (Asher, 1980; Estes & Vaughan, 1973; Renninger, 1992).

Di fondamentale importanza è anche il feedback. Come afferma Gisela Hagemann [6] “nella vita professionale la mancanza di feedback è il più mortale nemico della motivazione. Non c’è nessuno che desideri essere ignorato. Sentirsi oggetto dell’indifferenza altrui grava sulla psiche come un macigno e può scatenare reazioni diversissime: alcuni s’impongono di mantenere la calma, ma senza troppe convinzioni […] Molti conflitti sono causati dalla permanente mancanza d’attenzione, dalla quale deriva l’indisponibilità ad impegnarsi e – a cascata – la riduzione della produttività.”

IL QUESTIONARIO

Il questionario, formato da 15 domande e una parte anagrafica è consultabile on line all’indirizzo: http://xoomer.virgilio.it/caresia/questionario.htm , e la sua presenza è stata pubblicizzata sui seguenti newsgroup e mailing list:

NEWSGROUP (a partire dal 16/4) ARGOMENTI TRATTATI
it.comp.reti.cisco Reti informatiche
it.istruzione.scuola Scuola
microsoft.public.it.winserver Microsoft Windows 2000 server
it.discussioni.animali.cani Discussioni e problemi sui cani
it.arti.musica.jazz Musica jazz
it.diritto.comdominio Legislazione condominiale
it.hobby.giardinaggio Piante
it.hobby.vino Enologia

MAILING LIST (a partire dal 19/4) ARGOMENTI TRATTATI
discussioni@openoffice.it La suite OpenOffice.Org
edscuola@egroups.com Scuola
linuxtrent@freelist.org Linux User Group di Trento
lugroma@lugroma.org Linux User Group di Roma

Figura 2

In totale hanno risposto 137 persone. Interessanti anche i tempi in cui hanno risposto (Errore. L'origine riferimento non è stata trovata.) perché ci danno già diverse informazioni relativamente ai tempi a cui si risponde normalmente a un messaggio inviato e del sopraddetto energy binding (massimo 3-4 giorni), all’interesse generato dal questionario stesso (due persone mi hanno contattato in privato e moltissime hanno chiesto chiarimenti su alcune domande all’interno del gruppo virtuale), tenendo conto anche della particolarità del periodo (il 20 aprile era domenica di pasqua!). Dal grafico si potrebbe anche supporre un contributo percentuale identico da parte di newsgroup e mailing list; ipotizzando però un numero maggiore di persone che partecipano ai newsgroup rispetto alle mailing list rivelerebbe una partecipazione più attiva per queste ultime.

La prima parte del questionario è costituita da alcune domande personali (età, sesso, condizione lavorativa, zona geografica di residenza, scolarità, frequenza di lettura e numero di messaggi inviati).

I soggetti sono (vedere Tabella 1) principalmente di sesso maschile (motivato senza dubbio dagli argomenti specifici trattati), di età compresa tra i 17 e i 70 anni (età media: 35), in maggior parte (Tabella 2) lavoratori dipendenti. La grande maggioranza (Tabella 3) delle persone che hanno compilato il questionario (66%) sono del Nord Italia ed il livello di scolarità è medio-alto (diploma di laurea 38%, scuola superiore 56%, licenza media 6%, non risponde 1%) soprattutto per quando riguarda le donne: il 51% è in possesso di laurea contro il 33% degli uomini. Notevole anche la distribuzione: mentre nelle altre zone il numero di maschi e femmine era praticamente uguale, dal Sud Italia hanno risposto 9 uomini e nessuna donna.

Tabella 1 Età

  Femmine Maschi Non risponde
Numero 34 97 1
Età minima 21 17 43
Età massima 70 65  
Età media 34 38  

Tabella 2 Attività lavorativa

  Dipendenti Dirigenti In attesa di occupazione Libero professionista Altro (studenti, pensionati)
Uomini 52% 7% 6% 35% 0%
Donne 57% 6% 11% 11% 14%

Tabella 3 Titolo di studio e zona di residenza

    Centro Italia Nord Italia Sardegna Sicilia Sud Italia TOTALI
Diploma di laurea F 6 10   2   18
  M 7 18 1 2 4 32
Diploma di scuola superiore F 4 11 1     16
  M 13 39     5 57
  Non risp.   1       1
Licenza media F   1       1
  M   7       7
Non risponde M   1       1
  TOTALI 30 88 2 4 9  

Grafico 1 Frequenza di lettura dei messaggi

Grafico 1

Il 73% delle persone che hanno risposto al questionario, senza sostanziali differenze tra uomini e donne, controlla la posta più volte al giorno. Dalla Tabella 4 e da quanto detto in precedenza risulta che la maggioranza (il 54%) degli intervistati si dedica, con una frequenza che nel 64% risulta essere di più volte al giorno e nel 78% dei casi ha sottoscritto più di due gruppi, più che altro alla lettura dei messaggi inviati dal restante 46% ed un 10% addirittura ha mandato al massimo un messaggio.

Tabella 4 Numero invii e gruppi sottoscritti

  nessuno 1 <10 </td> 10 25 >50 non risponde TOTALE
1     3% 2%     1% 5%
2   2% 7%   1% 1% 1% 11%
tra 3 e 6 2% 5% 17% 10% 5% 8%   46%
tra 7 e 10 1% 1% 8% 3% 2%     14%
più di 10   1% 9% 6% 2% 7%   24%
TOTALE 2% 8% 44% 20% 9% 15% 2%  

Per le prime 10 domande e la numero 12 del questionario è stata prevista la possibilità di una delle seguenti risposte: completamente in disaccordo, in disaccordo, indeciso, d'accordo, completamente d'accordo. In modo simile per le domande 11, 13 e 14 è sono state indicate le seguenti alternative: mai, quasi mai, a volte, spesso, sempre. Per la domanda 15, in qualche modo di riepilogo e di commento, c’è la possibilità di rispondere in modo aperto.

Se diamo cinque differenti valori interi, dal –2 al +2, per ogni valore di risposta (indicando con –2 il totale disaccordo o la voce mai), otteniamo i seguenti valori medi:

Tabella 5 Media dei risultati

D1 D2 D3 D4 D5 D6 D7 D8 D9 D10 D11 D12 D13 D14
1,2 0,5 1,2 0,7 -1,1 -1,2 -0,4 1,6 0 0,5 0,2 -0,4 -0,8 -0,9

Non ci sono differenze sostanziali tra quanto risposto dalle donne e dagli uomini (Grafico 2). Le maggiori differenze si ottengono per le domande 5 (l’item con cui gli uomini maggiormente sono in disaccordo), 6, 10, 11, 12. L’identità maggiore si ottiene alla domanda 1 e alla 8 (l’item con cui sono tutti più concordi).

Grafico 2 Medie dei risultati per uomini (M) e donne (F)

GRAFICO 2

Le domande che riguardano la motivazione di effectance sono le seguenti:

1) Leggendo i diversi contributi ho l'occasione di tenere aggiornata la mia preparazione.

4) È molto importante per me essere sempre competente ed intervenire in modo efficace.

7) Ritengo i quesiti posti all'interno del gruppo una sfida in cui posso dimostrare le mie competenze.

Dalla Tabella 5 si nota che in media gli intervistati sono in accordo con la numero 1, un po’ meno con la numero 4 e quasi indecisi con la numero 7. Da notare però che questa tendenza è dovuta soprattutto a quelli che leggono email giornalmente, mentre quelli che leggono l’email settimanalmente o mensilmente sono in disaccordo.

Per quanto riguarda la curiosità epistemica sono state poste due domande:

5) Non sento la necessità di una formazione tecnica continua.

9) Leggo solo i messaggi che, in base all'oggetto, potrebbero interessarmi. Gli altri vengono subito cancellati.

Decisamente in disaccordo con la numero 5 – e quindi la maggior parte sente la necessità di una formazione tecnica continua, rimane 0 la media per la domanda numero 9 e in particolare (Grafico 4) c’è stata una vera e propria spaccatura indipendente dal sesso.

La domanda numero 9 è fondamentale per capire qual è la qualità nella disponibilità ad apprendere nel gruppo. Se viene fatta una selezione dei messaggi – ad esempio se in base all’oggetto viene deciso quanto può interessare il contributo (e questo è coerente ed influenzato dalla netiquette) – molto probabilmente non leggerò messaggi che potrebbero interessarmi comunque in futuro o a prescindere dal metodo di selezione. Purtroppo dai dati non si evincono particolari relazioni, tranne forse quella, evidenziata nel Grafico 3, in cui risulta forse che la disponibilità a leggere anche messaggi che potrebbero non interessare è inversamente proporzionale al grado di istruzione.

Grafico 3 Domanda numero 9 e scolarità

Grafico 3

Grafico 4 Risposte alla domanda N.9

Grafico 4

La domanda numero

8) Partecipare alla discussione del gruppo è una mia libera scelta che svolgo gratuitamente.

indaga se la motivazione è dovuta effettivamente all’autodeterminazione. Questa domanda ha ricevuto il valore medio più alto di consensi (due sole persone, uno studente di 17 anni e un dirigente di 51 sono in disaccordo); l’item è stato condiviso soprattutto dai liberi professionisti e da coloro che leggono l’email più volte al giorno.

Due le domande sull’autostima:

2) Nell'attività che svolgo ricevo dei feedback positivi su quanto fatto e mi sento gratificato.

10) Mi sento accettato e voglio contribuire al miglioramento del gruppo.

con cui la maggior parte si trova concorde (Grafico 5).

Grafico 5 Risposte alle domande 2 e 10

Grafico 5

Una domanda sull’esperienza di flusso:

11) Mi capita, quando leggo o invio messaggi, di non accorgermi del tempo che passa. Sono molto concentrata/o.

Si potrebbe pensare che l’esperienza di flusso sia collegata alla frequenza di lettura dei messaggi, e questo, secondo il Grafico 6, è in parte vero. Da parte femminile si nota un certo spostamento verso il valore “ideciso”.

Grafico 6 Valori percentuali delle risposte alla dom. 11 relativamente alla frequenza di lettura dei messaggi

Grafico 6

Una domanda sull’interesse:

3) I problemi trattati mi interessano perché potrebbero capitarmi.

con cui concordano quasi tutti (83 in accordo e 43 completamente d’accordo) e una domanda sull’investimento affettivo:

6) Non sono interessato a sviluppare i rapporti interpersonali.

con cui, invece sono quasi tutti in disaccordo (un 10% però è indecisa). Due domande su possibili problemi nella fase della comunicazione:

13) Trovo difficoltà nel seguire i diversi interventi su uno stesso argomento.

14) Nessuno risponde ai miei messaggi.

da cui si deduce che in effetti non ci sono problemi comunicativi. In particolare, per la domanda 13, diversamente da quanto ci si poteva aspettare i valori non sono collegati né con la frequenza di lettura dei messaggi né con il numero di messaggi inviato!

Grafico 7 Valori percentuali delle domande 13 e 14

Grafico 7

Una domanda per testare eventuali motivazioni esterne:

12) Partecipare al gruppo di discussione o alla mailing list ha contribuito a migliorare la mia occupazione e indirettamente la mia retribuzione.

L’assenza di motivazioni esterne è evidente soprattutto per le donne (Grafico 8) mentre gli uomini si dividono.

Grafico 8 Valori percentuali per la domanda 12

Grafico 8

Infine, la domanda 15, a risposta libera:

15) Quali sono, secondo te, i motivi per iscriversi e partecipare ad un newsgroup o mailing list?

Da notare, per prima cosa, che, nonostante si tratti dell’ultima domanda, ben 96 persone scelgono di rispondere. Riconducendo le diverse risposte a delle categorie, ecco quello che si ottiene:

Aggiornamento / approfondimento 29

Interesse 23

Confronto / comunicazione 22

Scambio informazioni / risorse informative 21

Condividere le proprie esperienze e idee 16

Aiutare gli altri / collaborazione 14

come passatempo / è divertente 4

Risolvere problemi 4

Curiosità 3

Conoscere nuove persone 3

Ne riporto alcune particolarmente interessanti:

  • Lo scambio di informazioni e opinioni su un determinato argomento aiuta ad espandere le proprie conoscenze attingendo alla cultura altrui che, in questo modo, diventa "patrimonio condiviso" da tutti gli utenti del NG o della ML. Certo non manca chi vuole usare il mezzo per sterili polemiche o per tentare di imporre opinioni proprie, ma questo fa purtroppo parte dei rischi connessi all'utilizzo di qualunque media. La natura prettamente virtuale della discussione aiuta, in tal caso, ad evitare (se non desiderato) il coinvolgimento in tali comportamenti prevaricatori;

  • Aiutare gli altri riuscendo contemporaneamente a conoscere ed imparare cose nuove. Si crea una sorta di "coscienza e conoscenza del NG" che viene tramandata ai nuovi arrivati;

  • Prima di tutto sia ha la possibilità di stare in contatto con persone che hanno la tua stessa passione, condividere pareri, e anche gioie e dolori. In secondo luogo hai la possibilità di approfondire argomenti a cui si è interessati e scambiare pareri;

  • L'approfondimento degli argomenti per il conseguimento di una maggiore competenza;

  • aggiornamento professionale conoscenza di come le situazioni sul lavoro vengono risolte in altre zone sensazione di poter essere utili agli altri con le proprie conoscenze;

  • La possibilità di comunicare con molte persone contemporaneamente La conoscenza di altre persone La possibilità di avere un help desk gratuito :-);

  • Migliorare le conoscenze attraverso la propagazione di tutti i piccoli frammenti... Diaolin;

  • Comunicare, senza vincoli di tempo, nè limiti di spazio. Savino;

  • Tenersi aggiornato e confrontare le tue idee, anche se, 1, le risposte contrastanti finiscono con il metterti in crisi;

  • Saper di poter aiutare qualcuno e saper di poter essere aiutato!! Vi è molta soddisfazione nel aiutare e risolvere i problemi che per alcuni sono comuni per altri sono dei grossi problemi!. G.L. xx75 (VR) ;

  • Voglia di far parte di un gruppo, desiderio di ampliare le proprie conoscenze, necessita' di risolvere dei problemi (i.e. ml/ng tecnici);

  • discutere con persone competenti su un argomento specifico: purtroppo i newsgroup pubblici hanno perso questo ruolo perché sono invasi dallo spam1 e da persone che partecipano solo quando hanno un problema ben preciso; le mailing list sono molto più "confortevoli".

CONCLUSIONI

L’ambiente dei newsgroup e mailing list può promuovere l’autodeterminazione soddisfacendo i seguenti bisogni psicologici innati: competenza (la capacità di agire sull’ambiente sperimentando sensazioni di controllo personale), autonomia (la possibilità di decidere personalmente cosa fare e come) e relazione (la necessità di mantenere e costituire legami in ambito sociale).

I tipi di motivazione intrinseca che maggiormente influenzano la partecipazione, assolutamente libera ed autodeterminata, ai gruppi virtuali delle persone che hanno risposto al questionario sono per prima cosa il desiderio di tenere aggiornate le proprie conoscenze e le proprie competenze rispetto ad argomenti di interesse. Importante anche la possibilità di ricevere un aiuto ad un problema in breve tempo e a costi ridotti e la conoscenza dei problemi che capitano usualmente ad altre persone a scopi preventivi, permettendo di aumentare un certo senso di effectance.

Fondamentale anche il confronto con gli altri, lo sviluppo dei rapporti interpersonali e un sentimento di partecipazione al miglioramento del livello del gruppo, anche se non è sempre è giustificato da un intervento attivo (l’invio di messaggi); da un punto di vista comunicativo si devono sottolineare le significative potenzialità del mezzo.

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-- MarcoCaresia - 29 Jun 2005