“Non voglio essere torturato con informazioni inutili.”
“Perché sono venuto?”
“Non posso sempre sapere quando avrò bisogno di sapere qualcosa.”
“Imparare va bene, però devo sapere come c’entra con il mio lavoro.”
“Qualche volta gli obiettivi sono inadeguati.”
“Vorrei mostrare al mio capo che la formazione ha migliorato il mio operato.”
“Se non ripeto quanto appreso e non ho modo di utilizzarlo sul posto di lavoro, nel giro di pochi mesi dimentico tutto”.
Se a questi problemi potenziali includiamo anche una valutazione sul posto di lavoro si scopre che soltanto il 30% (si veda 3) di quanto proposto o effettivamente appreso viene poi riutilizzato e applicato al di fuori del contesto dell’aula.
| Scaffolding Cognitivo | Prompting | Il termine prompting deriva dal verbo inglese to prompt che significa suggerire, spingere, indurre. La tecnica del prompting consiste nell’attività di porre domande per guidare l’allievo a trovare, in modo autonomo, la soluzione. È la strategia più diffusa. |
| Leading | Il termine deriva dall’inglese to lead, guidare. Questa tecnica, a differenza del prompting consiste nel guidare in maniera esplicita lo studente verso il completamento del compito o la soluzione del problema. Si tratta quindi di un intervento più diretto e specifico. |
| Hinting | Il termine deriva dall’inglese to hint che significa accennare, alludere. Assieme al prompting è la tecnica più utilizzata ma, a differenza di quest’ultima nell’hinting il tutor guida il discente per mezzo di analogie o cenni più o meno direttamente collegati al problema. |
| Probing | Il probing richiede al tutor di porre domande allo studente per verificare che abbia compreso il problema o il compito. |
| Diagnosing | La tecnica del diagnosing consiste nel fornire un feedback al discente come valutazione delle sue idee o delle sue azioni nell’ambito del compito svolto. In questo modo il discente può valutare i suoi progressi e migliorare la sua performance. |
| Scaffolding emotivo motivazionale | Un’attività di scaffolding motivazionale dovrà essere orientata ad accrescere nello studente il sentimento di autonomia, la fiducia nei propri mezzi e la consapevolezza dell’importanza dell’argomento studiato, fornire le adeguate gratificazioni personali in caso di successo, ed incoraggiare il discente in caso di insuccesso. |
| Scaffolding metacognitivo | Lo scaffolding metacognitivo si presenta come un’attività di automonitoraggio e riflessione, facilitata da un uso appropriato di prompting non indirizzato all’esecuzione di un task o alla soluzione di un problema bensì all’analisi delle proprie strategie di pensiero e apprendimento. |
| Iniziali | Corsi di informatica frequentati | Attività lavorativa | Annotazioni |
| MdV | Word 1° e 2°, Excel 1°, Outlook | In cerca di occupazione | Esercizio fatto a casa, utilizzo di quanto appreso nell’ultimo lavoro in negozio. |
| WE | PC base, Word 1° | Dipendente provinciale (archivio) | Mancanza di identità tra i contenuti del corso e quanto viene fatto sul lavoro, che si limita ad un mero inserimento di dati in un database. |
| EP | PC base, Word 1° e 2°, Excel 1°, Access 1° | In cerca di occupazione | Utilizzo “casalingo” di quanto appreso. |
| FF | Word 1° e 2°, PowerPoint, Internet | Pensionato | (principalmente riferito ad un corso che stava seguendo in quel periodo nel settore dell’industria) Necessità di rivedere i prerequisiti, difficoltà nel rivedere alcune cose per via della ristrettezza dei tempi |
| BZ | PC base, Word 1° | Pensionata | Utilizzo “casalingo” di quanto appreso. |
| AB | Excel 1°, PowerPoint, PC base | Sindacalista | Utilizza i contenuti sul lavoro, importante imparare cose utili e con gradualità. |